Maria Maddalena o della salvezza

Scarica qui il comunicato stampa dello spettacolo Oppure leggi la notizia su ModenaToday ” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]   Questo spettacolo teatrale è interpretato in solo da Monica Ciarcelluti, con Riccardo Palmieri alla regia. Si tratta di un monologo ispirato dall’omonimo racconto (Maria Maddalena o della salvezza) della Yourcenar, scrittrice, prima donna eletta all’Académie Française. Il testo fa a sua volta parte di Fuochi (pubblicato nel 1936). Al centro si ritrova il desiderio e il suo non-appagamento totale che diventa formula per mettersi in salvo, al riparo dalla ricerca spasmodica di una vita perfetta. Ma ci sono anche l’archetipo della prostituta, il tema dell’amore e del tradimento, quello della fede. In quest’opera la parola ha grande importanza, come anche il suono. Tutto assume un significato e gira intorno al grande quesito: Cosa significa essere liberi? Come sotto-traccia della rappresentazione si ritrova una delle massime di Oscar Wilde: “State attenti a desiderare, perché potreste ottenere ciò che desiderate”.

Quel che resta

QUEL CHE RESTA Liberamente tratto dal romanzo Chiedi alla Polvere di John Fante drammaturgia e regia: Monica Ciarcelluti con: Rossano Angelini, Mariangela Celi, Maria Pia Di Domenico, Stefania Zeoli, Marco Massarotti, Mauro Mancinelli, Monica Ciarcelluti luci: Marco Massarotti costumi: Annalisa Teseo allestimento: Associazione Filodrammatica Moby Dick  collaborazione artistica: Riccardo Palmieri una produzione Arterie Teatro   ” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]   Presentato in anteprima nella sua versione provvisoria al festival “Il Dio di Mio Padre” VII edizione (2013), Quel che resta è uno spettacolo di teatro contemporaneo liberamente ispirato alla Saga di Arturo Bandini dello scrittore italo-americano John Fante. Il protagonista, personaggio immaginario, arriva in America con il sogno di diventare un grande scrittore, con il desiderio di farcela e affrancarsi dalle sue origini italiane e povere. Con lui e come lui, arrivano tanti altri personaggi con origini diverse e che nell’opera abitano vite ai margini di una umanità assente e distratta, sotto il segno dei temi legati ai problemi dell’immigrazione e il desiderio di raggiungere i propri sogni. I protagonisti percorrono strade, luoghi fisici che diventano luoghi dell’anima e viceversa. Una metafora viva, pulsante dell’essere umano che, nonostante tutto, insegue sogni, illusioni e desideri. La labilità della vita, dell’esistenza, […]

Viaggio a Checoville (Laboratorio permanente)

Questo percorso nasce come laboratorio permanente e itinerante per la messa in scena di “Viaggio a Cechoville”, spettacolo di teatro urbano. Il progetto si nutre di nuovi materiali e apre la messa in scena al lavoro apportato dagli attori che si sommano al percorso. La matrice pre-esistente è costituita da un ensemble di attori fisso. Il gruppo di ricerca guidato da Monica Ciarcelluti – cofondatrice, attrice e regista di Arterie – ha il fine di mettere l’attore in continua posizione speculativa affinché la messa in scena sia sempre rigenerata e viva. La direzione del laboratorio è affidata a Riccardo Palmieri. Viaggio a Cechoville- spettacolo di teatro urbano nasce in occasione di Arteincentro, mete nel contemporaneo – edizione 2015 (a cura di Andrea Bruciati), grande network dell’arte contemporanea tra Marche e Abruzzo.   ” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″] Foto di: Giovanni Bucci e Gianni Colangelo APPROFONDIMENTI: Viaggio a Cechoville  è un delicato scherzo illusorio, una performance dal sapore post-drammatico, un omaggio al drammaturgo russo Anton Cechov. Il tema della città ricorre spesso nelle opera del drammaturgo russo, la città è il luogo ove i personaggi si illudono sempre di poter realizzare i propri sogni e allo stesso tempo il luogo della disillusione. La città […]

Das Nicht

Das Nichts (da Caligola di A. Camus) Regia: Riccardo Palmieri con: Francesco Manenti, Marco Marzaioli, Maria Lindeman, Filippo Ughi Musiche Originali: Michele Zanni Una produzione Arterie   ” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]   das N I C H T S Il vuoto indagato attraverso figure scarne che si mutano in icone contemporanee sospese tra amore, odio, solitudine e passioni feroci. Lo spazio è freddo, spoglio. Un mondo di cenere e metallo nel quale la vita sembra non essere possibile. Caligola, incarnazione di un’umanità vorace e insaziabile apre un gioco in cui i ruoli di vittime e carnefici si scambiano continuamente varcando il confine fra colpevoli ed innocenti. Tra ironia, cinismo e tragedia i quattro personaggi – Caligola, Cesonia, Cherea e Scipione – acquistano identità ed aprono le tematiche dell’abbandono, del potere, del sacrificio e della solitudine. Le atmosfere cambiano, mutano in continuazione in una dimensione quasi onirica. In una mise en scene  frontale, con un gioco di specchi rovesciati il pubblico assume il ruolo del senato chiamato a congiurare e a decidere le sorti dell’imperatore. Camus propone con il suo Caligola, una visione lucida e terribile dell’uomo – e del potere nelle mani dell’uomo. Nessuno può dirsi innocente o al sicuro. […]

La prospettiva di Myskin

Progetto Selezione Festival Trasparenze – Modena 2013 LA PROSPETTIVA DI MYSKIN Il dramma di credere nella crisi tratto dall’Idiota di F. Dostojevskij Ideazione e regia: Riccardo Plamieri Costumi: Monica Ciarcelluti con: Alessandra Amerio, Apostolos Apostolides, Monica Ciarcelluti, Francesco Figliomeni, Maria Lindeman,  Francesco Manenti,  Marco Marzaioli, Bintu Ouattara, Anna Tondelli, Laura Tondelli, Dimitris Tsiamis, Filippo Ughi   ” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″] Foto di Mazen Jannoun   Myskin, “l’idiota” tratteggiato da Dostojevskij, è ritratto incarnato di una umanità buona, che ancora vive l’incanto della vita, della possibilità di vivere con onesta ingenuità. Dostojevskij propone la bontà come arma da opporre alla grettezza, alla iniquità della vita quotidiana. Una bontà talmente estrema da non essere riconosciuta, da essere tradotta nell’unico modo possibile: idiozia. Una umanità che non crede in nulla e non crede nemmeno più in se stessa. Credere nelle proprie possibilità, credere in qualcosa che sia salvifico, credere che sia possibile cambiare. Avere fede nell’uomo, nelle sue altezze. Il principe Myskin ritorna a casa… Ma dove è casa sua? Il suo unico bagaglio un fagotto pieno di domande per gli uomini che incontra. In una Europa divisa, assillata dalla crisi, dove ogni giorno muore la speranza, il testo di Dostojevskij, nonostante il suo tragico epilogo, apre una luce possibile che fa rinascere sogni e toglie le ombre della disillusione. Unisce e diventa pretesto per un lavoro comune, tra artisti di varie nazionalità, dai linguaggi […]