La prospettiva di Myskin

Progetto Selezione Festival Trasparenze – Modena 2013

LA PROSPETTIVA DI MYSKIN
Il dramma di credere nella crisi

tratto dall’Idiota di F. Dostojevskij

Ideazione e regia: Riccardo Plamieri

Costumi: Monica Ciarcelluti

con: Alessandra Amerio, Apostolos Apostolides, Monica Ciarcelluti, Francesco Figliomeni, Maria Lindeman,  Francesco Manenti,  Marco Marzaioli, Bintu Ouattara, Anna Tondelli, Laura Tondelli, Dimitris Tsiamis, Filippo Ughi

 

Foto di Mazen Jannoun

 

Myskin, “l’idiota” tratteggiato da Dostojevskij, è ritratto incarnato di una umanità buona, che ancora vive l’incanto della vita, della possibilità di vivere con onesta ingenuità. Dostojevskij propone la bontà come arma da opporre alla grettezza, alla iniquità della vita quotidiana. Una bontà talmente estrema da non essere riconosciuta, da essere tradotta nell’unico modo possibile: idiozia. Una umanità che non crede in nulla e non crede nemmeno più in se stessa. Credere nelle proprie possibilità, credere in qualcosa che sia salvifico, credere che sia possibile cambiare. Avere fede nell’uomo, nelle sue altezze. Il principe Myskin ritorna a casa… Ma dove è casa sua? Il suo unico bagaglio un fagotto pieno di domande per gli uomini che incontra. In una Europa divisa, assillata dalla crisi, dove ogni giorno muore la speranza, il testo di Dostojevskij, nonostante il suo tragico epilogo, apre una luce possibile che fa rinascere sogni e toglie le ombre della disillusione. Unisce e diventa pretesto per un lavoro comune, tra artisti di varie nazionalità, dai linguaggi artistici diversi e lontani. Diventa legame per il processo della creazione di un nuovo teatro, inteso come scuola d’arte e di vita, che sia fondato sull’Etica e sulla fiducia reciproca. Un cantiere creativo dove si possa esplorare la nascita di un ensamble eterogeneo che costruisce un proprio linguaggio espressivo. L’urgenza, la necessità di aprire l’indagine tematica su L’Idiota, nasce da un sentire intimo, profondo legato alla maturazione di un percorso artistico in costante divenire. Il bisogno di aprire una relazione differente tra pubblico ed artisti e fra gli artisti stessi. Il confronto artistico, inteso come dialogo fra gli attori presenti è accentuato dalla presenza di artisti stranieri che portano con loro una visione differente del teatro, delle arti sceniche. Obiettivo la creazione di una performance /spettacolo incentrata sul testo di Dostojevskij

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